Il Castello di Otranto, affascinante scrigno di storia e di storie, ha recentemente dimostrato di potersi relazionare efficacemente con l’arte contemporanea, in particolare quando operatori e curatori sanno innamorarsi delle sue rughe e farsi interpreti delle sue ferite. Il gruppo di ricerca artistica From Zero, dopo aver presentato un percorso sulla Gioconda di Leonardo da Vinci (fruibile fino al trenta settembre) propone le opere di un giovane artista. Al pittore Marcello Nitti, abilissimo nel districarsi tra i meandri della Storia dell’Arte con la bussola della sua inusitata maestria ed un approccio colto ed ironico nei confronti della complessità, è stato riservato un angolo appartato del maniero reso famoso dal narratore gotico Walpole. È una sorta di segreta che si apre su un misterioso cunicolo, dove l’artista ha rinchiuso i suoi fantasmi di materia pittorica, animati da inquietudini legate alla Pittura stessa. Nitti recupera un genere di solida tradizione come il ritratto, ma sposta abilmente i tasselli della rappresentazione, facendo germinare corpi estranei tra le maglie della tela che dovrebbe semplicemente accogliere le fisionomie dei soggetti. Un nugolo di api su un volto, petali di fiori tra i capelli, un capo che assume la forma perfettamente geometrica di un cono, come in un travisamento della lezione di Cezanne. Nitti gioca con le icone e la loro capacità di farsi contenitori di significato, simboli potenziali resi incerti dalla malizia dell’artista che, con il suo autoritratto da cieco, a chi gli domanda: “Che significa?” sembra voler rispondere che la Pittura non è quello che si vede, ma quello che è.

 

Giovanni Matteo

Cubiculum 12th-30th September 2014, Castello Aragonese, Otranto (LE), solo exhibition. In collaboration with From Zero. Text by Giovanni Matteo. 12-30 Settembre 2014, Castello Aragonese, Otranto (LE), mostra personale. In collaborazione con From Zero. Testo di Giovanni Matteo.

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